Il settore dei viaggi sta entrando in una nuova era di rivoluzione digitale. Se da un lato l’integrazione dell’intelligenza artificiale (AI) promette esperienze di prenotazione senza interruzioni, dall’altro crea allo stesso tempo un’enorme sfida strutturale per i fornitori di viaggi: la frammentazione dell’intelligenza artificiale.

Mentre i tre maggiori giganti tecnologici del mondo – Amazon, Meta e Google – gareggiano per costruire assistenti di viaggio basati sull’intelligenza artificiale, lo fanno all’interno di “giardini recintati”. Ciò significa che l’industria dei viaggi si trova ad affrontare una nuova versione del vecchio problema della distribuzione, in cui la visibilità non dipende più solo dall’essere su un sito web, ma dall’essere parte di uno specifico ecosistema AI.

I tre pilastri del viaggio con intelligenza artificiale

Ogni gigante della tecnologia si sta avvicinando alla pianificazione dei viaggi con l’intelligenza artificiale attraverso una lente diversa, creando ambienti distinti per i consumatori:

  • Amazon (The Integrated Planner): Amazon sta evolvendo la sua piattaforma Alexa in “Alexa+”. Annunciando un’integrazione con Expedia entro la fine dell’anno, Amazon si sta posizionando come un hub di commercio conversazionale in cui gli utenti possono pianificare e potenzialmente prenotare viaggi attraverso interfacce vocali e di casa intelligente.
  • Meta (The Social Ecosystem): gli ultimi modelli di intelligenza artificiale di Meta sono progettati per vivere all’interno del tessuto sociale esistente. Per Meta, l’intelligenza artificiale di viaggio consiste nello sfruttare i dati degli utenti e le interazioni sociali per fornire consigli che sembrino personali e integrati nelle app che le persone già utilizzano quotidianamente (come Instagram o WhatsApp).
  • Google (The Agentic Assistant): Google si sta muovendo verso la prenotazione “agentica”: un’intelligenza artificiale che non si limita a suggerire i viaggi ma li esegue. Inoltre, Google sta espandendo la propria portata integrando il suo modello Gemini nell’ecosistema Apple, potenziando Siri e fornendo servizi di traduzione in tempo reale per gli utenti iPhone che viaggiano all’estero.

Perché la frammentazione è importante per i fornitori di viaggi

In passato, le agenzie di viaggio online (OTA) e le compagnie aeree si concentravano sulla “Search Engine Optimization” (SEO) per garantire che apparissero nelle ricerche di Google. Nell’era dell’intelligenza artificiale, le regole stanno cambiando.

Il problema principale è che la visibilità non è più portabile. Poiché questi modelli di intelligenza artificiale non condividono un playbook unificato o uno standard di dati comune, la presenza di un fornitore di viaggi in un ecosistema non garantisce la presenza in un altro.

Se un’OTA collabora con Google per fornire strumenti di prenotazione basati sull’intelligenza artificiale, tale partnership non garantisce loro automaticamente visibilità quando un utente chiede ad Alexa un consiglio su un hotel o interagisce con un assistente basato su Meta.

Questo crea un “effetto silo”. Per i dirigenti dei viaggi, ciò significa che i costi e la complessità della distribuzione sono in aumento. Per rimanere visibile a