Rapporti recenti suggeriscono che l’amministratore delegato di United Airlines Scott Kirby si è rivolto all’amministrazione – secondo quanto riferito, ha anche incontrato il presidente Trump – per lanciare una mossa senza precedenti: l’acquisizione di American Airlines.
Sebbene una tale fusione si troverebbe ad affrontare enormi ostacoli antitrust e controlli normativi, la proposta solleva una questione fondamentale sullo stato attuale dell’industria aeronautica statunitense. American Airlines soffre di mancanza di risorse o di mancanza di visione?
La crisi d’identità dell’American Airlines
Per gran parte dell’ultimo decennio, American Airlines ha lottato con un errore strategico fondamentale. Piuttosto che competere con vettori premium come Delta, American ha ampiamente tentato di competere sui costi con vettori ultra-low-cost (ULCC) come Spirit e Frontier.
Questa “corsa al ribasso” ha avuto conseguenze visibili sull’esperienza dei passeggeri:
– Erosione del prodotto: la rimozione dei posti a sedere premium, la chiusura dei club aeroportuali e un generale ridimensionamento dei “prodotti soft” (servizi e qualità del servizio).
– Attriti operativi: difficoltà con l’affidabilità e l’infrastruttura tecnica che hanno portato a significative cancellazioni di voli.
– Mancanza di direzione: una disconnessione tra la leadership e il personale in prima linea, che lascia i dipendenti incerti se stanno fornendo un servizio premium o un trasporto economico.
L’ironia è che lo stesso Scott Kirby una volta sostenne l’idea che American diventasse una delle due compagnie aeree statunitensi premium a livello mondiale. Alla fine si è trasferito allo United, dove ha implementato con successo quell’esatta strategia di “premiumizzazione”.
Come l’Unione potrebbe sbloccare il potenziale dell’America
L’argomento a favore di un’acquisizione non riguarda solo le dimensioni; si tratta di sinergia operativa e allineamento strategico. Un americano guidato dagli Stati Uniti potrebbe risolvere diversi punti critici:
1. Ricostruire la rete a lungo raggio
Durante la pandemia, American ha commesso l’errore strategico di ritirare gran parte della sua flotta widebody (Airbus A330, Boeing 767 e 757). Con i vincoli della catena di fornitura globale che rendono difficili gli ordini di nuovi aerei, United, che ha un solido portafoglio ordini widebody, potrebbe fornire l’hardware di cui l’America ha bisogno per competere a livello globale.
2. Migliorare l’esperienza del passeggero
Lo United è andato oltre la semplice aggiunta di posti di “Prima Classe”; hanno investito nell’intera cabina, tra cui:
– Maggiore spazio per le gambe in economia.
– Intrattenimento sui sedili.
– Miglioramento dell’offerta di cibi e bevande.
3. Dominanza strategica del mercato
Per lo United, l’acquisizione di American rappresenta un’enorme opportunità di crescita. Fornirebbe:
– Una presenza dominante a New York, Los Angeles e Chicago.
– Un hub tanto necessario nel sud-est.
– Una massiccia espansione della presenza del suo programma fedeltà, in particolare nei mercati ad alta spesa come Sun Belt.
I rischi: monopolio ed erosione della lealtà
Una fusione di questa portata non è priva di notevoli svantaggi per i viaggiatori.
Il problema della concorrenza
Il consolidamento generalmente riduce la concorrenza, il che può portare a tariffe più elevate. Nel mercato dell’aviazione statunitense, le elevate barriere all’ingresso (vincoli sugli slot aeroportuali e congestione dello spazio aereo) fanno sì che un nuovo concorrente non possa semplicemente “apparire” per riempire il vuoto lasciato da un’entità risultante dalla fusione.
Il dilemma della fedeltà
Attualmente, il programma AAdvantage di American è spesso considerato più generoso del programma MileagePlus di United. Con lo United c’è il rischio che:
– La disponibilità dei premi potrebbe ridursi.
– I costi di riscatto potrebbero aumentare.
– La “spremitura” sui frequent flyer – una tendenza osservata nelle recenti tattiche di United – potrebbe essere applicata alla base clienti di American.
Cambiamenti nell’Alleanza Globale
Una fusione scatenerebbe un massiccio rimpasto nelle alleanze internazionali. American (parte di oneworld ) passerebbe a Star Alliance, cambiando radicalmente il modo in cui i passeggeri si collegano attraverso partner come Lufthansa, Air Canada e ANA.
Conclusione
Una fusione tra Stati Uniti e America sarebbe una scommessa ad alto rischio. Sebbene offra un modo per salvare American Airlines da un decennio di crisi di identità e investimenti insufficienti, rischia di creare un colosso dominante che potrebbe dare priorità ai margini di profitto rispetto al valore dei passeggeri e alla concorrenza di mercato.
























